“Qui dai Bon” è il significato del nome Cadibon, una crasi tipicamente friulana delle parole “Cà di Bon” che simboleggia l’importanza del territorio e della tradizione familiare. Due sono le realtà che portano ancora oggi questo nome: l’Osteria Cadibon, a San Giovanni al Natisone e l’azienda vinicola Cadibon di Casali Gallo, a Corno di Rosazzo.
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L’Associazione Nazionale Le Donne Del Vino è costituita da produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste che, attraverso la loro attività, promuovono in tutta Italia la cultura del vino.
L’Associazione conta circa settecento iscritte, rappresentate da tutte le componenti della filiera vitivinicola e gastronomica, figure che si occupano di ogni aspetto, dal vigneto alla cantina, dalla tavola alla comunicazione.
Presentata ufficialmente durante il Vinitaly del 1988, l’Associazione è attualmente uno dei sodalizi più attivi, vivaci e riconosciuti nel vasto scenario dell’enogastronomia e dell’enologia ed è tra le espressioni più interessanti dell’imprenditoria femminile, considerata dall’opinione pubblica un fenomeno unico al mondo.
“Al settore del vino al femminile ci si accosta per necessità, per gioco o per passione, avvicinandosi ai corsi di sommelier, alla produzione o semplicemente per aver assaggiato un vino al ristorante, per poi scoprirsi a comunicarlo con abilità e un pizzico di ironia!” così ha commentato Cristiana Cirielli, Delegata regionale per due mandati.
Nel 2019, sono state nominate Maria Cristina Cigolotti dell’Azienda Agricola Del Poggio e Liliana Savioli come Vice Delegata, giornalista pubblicista e sommelier.

“Il vino è un prodotto fortemente legato alla storia, alla cultura e alla terra. L’abilità comunicativa delle donne è stata di fatto riconosciuta nel corso di questi anni: la donna è diventata portavoce ideale del percorso comunicativo e qualitativo che rende unici alcuni vini.”
La parola magica è “gioco di squadra”: le Associate del Friuli Venezia Giulia rappresentano il comune denominatore che contribuisce allo sviluppo del settore nella regione. La vie en rose, il colore scelto dalla delegazione, indica quindi quel “filo rosa” che lega le donne ai luoghi affascinanti e unici di una terra particolarmente vocata alla produzione di vini di eccezionale qualità.
Creazione del sito donnedelvino-fvg.com: in collaborazione con LuckyDesignAssociates

Nel 2013, le ricerche legate ai prodotti del Made in Italy avevano fatto registrare un aumento del 12%, portando i settori della moda, del turismo e dell’agroalimentare a segnare la crescita più significativa.
Il Made in Italy potrebbe essere considerato un vero e proprio brand – se solo il sistema paese avesse in questi anni elaborato una strategia coordinata e condivisa, specificando marchio, vision e valori distintivi – perché è costituito da prodotti e luoghi unici e racchiude in sé una precisa idea di cultura e uno stile di vita irripetibile, riconosciuto, amato e ricercato in tutto il mondo.
Questo modello produttivo è in grado di rispondere ad esigenze di grande qualità e forte personalizzazione, è capace di sostenere produzioni limitate, ma il dibattito sulla competitività del sistema Italia pone periodicamente in discussione la necessità di investire più risorse nella ricerca e sviluppo, l’opportunità di agevolare la delocalizzazione della produzione e l’esigenza di presidiare con maggiore efficacia la distribuzione e il mercato finale.
Un aiuto fattuale e concreto era stato lanciato nel 2013 da Google, assieme al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF), Unioncamere, Università Ca’ Foscari, Fondazione Symbola e Il Gruppo Espresso con Repubblica.it, per proporsi di avvicinare le imprese del Made in Italy alla rete e al suo grande potenziale economico e di export.
Attraverso una piattaforma digitale realizzata dal Google Cultural Institute, puntavano a far conoscere le eccellenze non ancora valorizzate con il sostegno e la professionalità dei giovani come consulenti della transizione al digitale dell’economia italiana.

In quegli anni – anche se, per alcuni settori la situazione è rimasta pressoché la stessa – il Made in Italy era ancora poco presente sul web e non molte erano le realtà conosciute all’estero: solo il 34% delle PMI possedeva un proprio sito e solo il 13% lo utilizzava per fare e-commerce (dati Eurisko ICT 2013). Il progetto Eccellenze in digitale nasceva con lo scopo di supportare le piccole e medie imprese affinché fossero in grado di cogliere i benefici economici derivanti da Internet.
Tra gli obiettivi dei “digitalizzatori” vi erano infatti la diffusione della cultura dell’innovazione digitale e l’aumento della consapevolezza dei vantaggi derivanti da un utilizzo più avanzato del web.
Un’iniziativa pensata e realizzata appositamente per l’Italia, che ha contribuito ad aumentare la capacità delle imprese italiane di fare export e a promuovere ulteriormente la cultura del know-how italiano nel mondo, sviluppando, per le specifiche province italiane, i settori economicamente più interessanti.
Prima classificata per la città di Gorizia, vincitrice della borsa di studio per il progetto nazionale Made in Italy: Eccellenze in digitale, assieme a Denis Ferrara, abbiamo cercato di migliorare la visibilità, l’immagine e la competitività delle aziende appartenenti ai settori vitivinicolo e nautico. Coloro che erano registrati ufficialmente alla Camera di Commercio hanno avuto l’opportunità di usufruire di una consulenza gratuita e personalizzata, di essere seguiti passo passo durante l’intero percorso e di ricevere suggerimenti e informazioni utili a sfruttare gli strumenti digitali e il social media marketing nella maniera corretta.
Intervista per Il Friuli, “I nativi digitali entrano in fabbrica”, 5 gennaio 2015
In questo modo, non solo si è favorito e diffuso il processo di digitalizzazione nelle piccole realtà regionali, ma sono state raccolte moltissime storie di imprenditori italiani che hanno adottato con successo nuove prospettive e allacciato nuovi rapporti proprio grazie ad un utilizzo consapevole di internet, diventando fonte di ispirazione per tutto il Made in Italy.





